di Darien Levani tratto da AlbaniaNews martedì 09 Giugno 2009 – 09:58
Bardh Jakova è una persona fortunata. Così, ci viene presentato l’ennesimo concerto, e non stento a crederci. Nipote di uno dei più grandi musicisti albanesi, Preng Jakova, il ragazzo è cresciuto di pane e musica.
Ed erano altri tempi, e per di più anche un altro paese dove la musica era Obbligo, Arte e Lavoro, e doveva anche diventare l’ennesima dimostrazione della potenza socialista contro quella degenerata decadente occidentale capitalista, fatta di chitarre elettroniche e altri strumenti del diavolo. Noi però avevamo la nostra, di musica, a differenza anche dei compagni yugoslavi, non sentivamo la necessita degli Who o degli Beatles.
E il mezzo dubbio che mi viene ascoltando e che, chi sa che non avessero ragione, almeno per questa volta. È forse strano doversi trovare a Ravenna per riaprezzare la mia musica, per di più suonata da una ventina di stranieri, messi insieme da Bardh, un ragazzo gentile che incontriamo quasi distrutto dopo il concerto, ma che non per questo rinuncia ad un sorriso e a due chiacchere.
“È un’idea semplice, far suonare assieme i migliori musicisti africani residenti in Italia. In tal modo si può offrire buona musica dell’Africa a un prezzo ragionevole, perché portare musicisti dall’Africa costa caro, non c’è nessuna certezza di ottenere i visti necessari e in Italia non si riesce a trovare quasi nessuno disposto ad imbarcarsi in una simile impresa.” da T.P. Africa, continua a leggere
Il Festival delle Culture sbarca al Ravenna Festival mercoledì 17 giugno in “Voci nella preghiera”. Dalla ore 21, nei giardini della straordinaria Basilica di San Vitale, le comunità ravennati di orgine straniera incontreranno grandi poeti, scrittori, musicisti, filosofi per unirsi nel canto comune della preghiera. Sotto la regia di Cristina Mazzavillani Muti interverranno Massimo Cacciari, Sœur Marie Keyrouz, Naseer Shamma, Tahar Lamri, Sidh, Hossein Mohammadzadeh.
dal catalogo di Ravenna Festival
“…c’è un luogo. Incontriamoci là. Partendo da un verso di Gialâl ad-Dîn Rûmî, probabilmente il più grande poeta mistico di tutti i tempi, “Voci nella preghiera” intende essere un momento di incontro e di ascolto (anche nel senso evangelico del termine) di voci in preghiera, estatiche, nelle quali si insinuano la parola e il pensiero del filosofo Massimo Cacciari. Parole e canti che avvolgono e trascinano in un turbine, come il vento del deserto. Quel deserto da cui sono nate le tre grandi religioni del Libro che proprio qui, in quello che è uno dei luoghi più emblematici di una antica e ancora oggi possibile comunione tra oriente e occidente (San Vitale), si incontreranno assieme a genti, popoli, dispersi, etnie, ordini e congregazioni o semplici individui di buona volontà. In-canto di voci sparse che insieme si elevano per piegare l’orecchio di Dio.”
Manifestazione nazionale a Roma e oltre 50 appuntamenti in tutta Italia per dire no ai respingimenti. Promossi dall’osservatorio sulle vittime delle migrazioni FORTRESS EUROPE.
Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia abbiamo lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima. Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a “Fortress Europe”, a “Come un uomo sulla terra” e all’associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire “Io non respingo”. Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell’Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese. Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.
A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione. Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici. Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all’aperto il documentario “Come un uomo sulla terra”, con la presenza degli autori. All’iniziativa ha aderito Amnesty International – sezione italiana.
Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00, con un’iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n’è 1.
Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia. Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all’imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.
La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall’associazione Asinitas Onlus, dagli autori di “Come un uomo sulla terra” (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer). Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it
Inoki, nato Fabio Ballarin 30 anni fa a Ostia, è una delle figure di spicco della scena Hip Hop italiana. Ha al suo attivo già 8 album, di cui uno con la Warner Bros (Nobiltà di strada, 2007).
Fin da piccolo amante dell’arte di strada e degli Assalti Frontali si trasferisce a Bologna nel ‘95 dove inizia a frequentare la scena hip hop locale come writer usando il nome di Enok. Stringe amicizia con il breaker e rapper Gianni KG e il writer Paniko con i quali fonda il collettivo hip hop “PMC” (“Porzione Massiccia Crew”). Da qui le prime esperienze dal vivo. Poi con il rapper Joe Cassano fonderà i Flick Flack Mob. Dopo aver collaborato anche in un brano di Friz Da Cat arriva nel 2001 il primo album, 5° Dan. Poi Demolizione 2 (2002) e altri tre album prima di approdare alla Warner. Inoki è stato il primo a sperimentare il crossover tecno-rap in un rave-tour con Lou Chano dei Tekno Mobil Squad nel 2003.
Nel 2007 ha realizzato anche un programma radiofonico underground, “Street Kingz”, su Radio Fujiko 103.1 fm, che è stato ripreso nel 2009 con il titolo “Brenstation”.
Il Festival delle Culture di Ravenna parte alla grande sabato 30 maggio (Giardini Pubblici, via Santi Baldini, ore 19) con il concerto di Wes Madiko e Les J. Mako. L’evento è promosso dall’associazione Terzo Mondo che vuole non solo regalare al pubblico italiano grandi artisti originari del Camerun, ma anche conivolgere la cittadinza nel progetto di cooperazione “Ci siamo anche noi”, con cui vengono raccolti per l’orfanotrofio “Mains dans le main” di Douala così come per contribuire alla ristrutturazione del municipio della più grande città del Camerun.
Wes Madiko è nato a Motaba nel 1964 ed è cresciuto in mezzo alla musica e alla filosofia animista Bantu. Oggi vive negli Stati Uniti ed è un artista di fama internazionale anche grazie alla sua partecipazione a diverse colonne sonore (tra cui i film di animazione Il Re Leone II e La Famiglia della giungla) e per aver interpretato l’inno dei Mondiali di Francia 2008, I Love Football. Il suo primo album per una major, la Sony France, è Welenga del 1998, frutto della collaborazione con i Deep Forest di Michel Sanchez, con i quali Wes aveva girato il mondo in un tour di grande successo. Welenga, grazie anche a hit di successo come Alane e Awa Awa, frutterà a Wes Madiko un World Musica Award come album africano di maggior successo del ‘98 (un milione di copie vendute). Ottime le vendite anche per il successivo album di Wes, Sinami (The Memory), del 200o, in cui il cantante camerunense duetta con leggende del calibro di Tina Turner e Cher. Dopo essersi dedicato scrittura della propria bibliografia Wes Madiko è attualmente impegnato nella ralizzazione del suo nuovo album.
Les J Mako, i gemelli Makò, sono due cantanti del Camerun nati a Doualà negli anni settanta. Sono tra i principali esponenti della rinascita della Makossa, genere che ha avuto tra i suoi massimi esponenti Manu Dibango.
Il concerto di Wes Madiko e Les J. Mako sarà preceduto da una esibizione di danze nigeriane, la Ekpo Dance curata dai Lovers Brothers, e da una incursione dei giovani rapper italo-stranieri Nashy&Incubo
L’evento è organizzato in collaborazione con: Comune di Ravenna, Gruppo Consar, Compagnia Portuale, Rappresentanza dei cittadini stranieri, Cgil, Cisl, Uil, Cmc, CoopAdriatica, Daphne, Gruppo Hera, Consorzio Ravennate, Ravenna Solidarietà, Provincia di Ravenna.