Mercoledì 10 giugno: IO NON RESPINGO

8 Giugno 2009

Manifestazione nazionale a Roma e oltre 50 appuntamenti in tutta Italia per dire no ai respingimenti. Promossi dall’osservatorio sulle vittime delle migrazioni FORTRESS EUROPE.

Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia abbiamo lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima. Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a “Fortress Europe”, a “Come un uomo sulla terra” e all’associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire “Io non respingo”. Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell’Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese. Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti

A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione. Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici. Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all’aperto il documentario “Come un uomo sulla terra”, con la presenza degli autori. All’iniziativa ha aderito Amnesty International – sezione italiana.

 Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00, con un’iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n’è 1. 

Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia. Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all’imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.

La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall’associazione Asinitas Onlus, dagli autori di “Come un uomo sulla terra” (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer). Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it

Per maggiori informazioni http://fortresseurope.blogspot.com 


Mercoledì 3 giugno – Come un uomo sulla terra

1 Giugno 2009

Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perché tutti fingono di non saperlo?

Mercoledì 3 giugno (ore 21.30, Giardini Speyer) per la prima volta a Ravenna viene proiettato Come un uomo sulla terra, il documentario di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer  sul dramma delle migrazioni “clandestine” forzate attraverso la Libia.

Proprio Dagmawi Yimer è il protagonista/narratore della storia. Dag, ex studente di giurisprudenza, etiope, rifugiato in Italia, video documentarista, migrante. Dag, che ripercorre la strada che da Addis Abeba lo ha portato in Italia. La fuga dall’Etiopia a causa della repressione politica, il viaggio attraverso il Sudan, in quarantacinque su uncome-un-uomo-sulla-terra-b Land Cruiser, il sole del Sahara. E soprattutto Kufra, nel sud della Libia, con le sue prigioni, gli stupri, i suicidi, la corruzione. Poi il Mediterraneo. Il 30 luglio del 2006, dopo oltre un anno di viaggio, Dag arriva a Lampedusa. Ottiene la protezione umanitaria, viene accolto a Roma dove inizia a studiare l’italiano al centro Asinitas, dove impara anche il linguaggio audio visivo nel laboratorio di Andrea Segre. E così decide di ripercorre i propri ricordi attraverso un documentario. Ricordi che diventano così un racconto collettivo, perché ci sono anche le voci di Dagmawi, Tighist, Fikirte, Senait, Dawit, Tesgaye, Damallash, Johannes. Fra il 2006 e il 2007, recita il cartello finale del documentario, sono stati oltre 95mila i migranti che hanno attraversato il deserto libico.  Centinaia i morti prima di raggiungere l’Europa.

Come un uomo sulla terra ha vinto 3 premi al Salina DocFest, il Premio Don Luigi Di Liegro, è stato finalista al David di Donatello ed ha partecipato a numerosi altri festival come  la Mostra internazione del cinema di San Paolo e il Festival Cimafrica di Stoccolma. È già stato presentato in oltre 250 sale in tutta Italia. Il 28 maggio sono stati oltre 400 gli spettatori che hanno assistito alla proiezione al cinema Sacher di Roma, introdotta da Nanni Moretti.

“Chi, senza ancora averlo visto, sente Dag raccontare il suo viaggio, resta travolto dalla quantità di momenti drammatici e si forma un’idea precisa di quanto per un migrante sia facile morire. Se l’ascoltatore è un cittadino europeo che di mestiere racconta storie, a un certo punto prova una paradossale invidia per questa tragica abbondanza di esperienze.” Giovanni Maria Bellu, da “Kufra, il lager-vergogna costruito dagli italiani”, L’Unità, 29 settembre 2008. 

Come un uomo sulla terra si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab, gruppo di autori video specializzati in video partecipativo e documentario sociale, e con AAMOD – Archivio Audioviso Movimento Operaio e Democratico.

  

Come un uomo sulla terra, di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Italia/Libia, 2008
con Fikirte Inghida, Dawit Seyum, Senait Tesfaye, Tighist Wolde, Tsegaye Nedda, Damallash Amtataw, Johannes Eyob, Tsegaye Tadesse, Negga Demitse
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar
Soggetto e Fotografia: Andrea Segre
Consulenza giornalistica: Stefano Liberti e Gabriele Del Grande (Fortress Europe)
Consulenza storica: Alessandro Triulzi