Presentata la VII edizione del Festival delle Culture, all’insegna della cittadinanza e della partecipazione

La VII edizione del Festival delle Culture si tiene il 7, 8 e 9 giugno 2013 a Ravenna, in zona Darsena, Artificerie Almagià e dintorni. Promossa dal Comune di Ravenna e dalla Rappresentanza dei cittadini stranieri, con il contributo della Fondazione del Monte, il Festival sarà un intrecciarsi di concerti, incontri pubblici, danze popolari, laboratori per bambini, un grande festa dell’intercultura e dell’arte dello stare insieme, oltre ogni confine. Cittadinanza senza confini è, appunto, il motto del Festival 2013. Nell’Anno Europeo dei Cittadini il Festival vuole affrontare il tema della cittadinanza nel suo rapporto con il concetto di confine, in quanto la cittadinanza italiana o europea è troppo spesso uno strumento di esclusione delle minoranze, proprio per quei confini, geografici, giuridici, economici, psicologici, basati sulla logica della contrapposizione noi / loro, con tutti gli aspetti discriminatori connessi. Tema centrale del Festival 2013 è anche la Partecipazione. Questa edizione è stata interamente ideata, progettata e organizzata da un gruppo di progettazione partecipata, in un percorso incominciato nel mese di gennaio che ha visto lavorare insieme circa cinquanta persone, membri di associazioni ma anche singoli cittadini attivi, di ogni età, genere e nazionalità. Grazie a questo percorso si è cercato di valorizzare la creatività diffusa, di favorire lo scambio di idee e saperi e consolidare il senso di appartenenza al Festival stesso. Il Festival delle Culture vive così appieno il percorso di candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019, e fa parte di Prove Tecniche. Mosaici di culture, accoglienza e partecipazione sono infatti parole chiave del progetto di candidatura.

Il programma

Come per tradizione il Festival delle Culture si apre guardando il futuro con i giovani grandi protagonisti. Venerdì 7, alle 17, in Piazza San Francesco il Festival verrà tenuto a battesimo da Martina Monti, Assessore all’Immigrazione del Comune di Ravenna, e Alberto Cassani, Coordinatore di Ravenna 2019, prima di una serie di eventi curati dal gruppo interculturale di giovani Generazioni in Movimento: performance di Parkur dei Ravenna Shine, esibizione di Capoeira del gruppo Coquinho Baiano, la break dance dei Lasagna Style e, infine, al seguito del furgone con DJ set, parte la Fiumana atto IV, una parata che proseguirà fino all’Almagià. Tappa in piazzetta Einaudi con le Giocolerie del gruppo Ravenna Jugglers, Mery & i Ballerini del Quake (balli latino-americani) e le danze tradizionali filippine del gruppo Mabuhay.

Alle 19.30, di fronte all’Almagià, verrà inaugurata, con tanto di volo di colombe, “Una Cupola per la Darsena”. Si tratta di un progetto dell’architetto Samuel Teclehaimanot Ghebreiesus ispirato ai lavori che Fabrizio Caròla ha realizzato per oltre trent’anni in giro per l’Africa. Un edificio low-tech, realizzato in un workshop partito il 20 maggio, che richiama le abitazioni africane nubiane e realizzato grazie all’utilizzo di un apposito strumento, il compasso ligneo. Il progetto, seguito in prima persona anche dalla stesso Caròla che interverrà all’inaugurazione, si propone di gettare uno sguardo oltre i confini usuali dell’architettura, per promuovere un esempio di edilizia partecipata, sostenibile, a basso costo.

Dopo la seconda parte dell’esibizione dei Capoeira (alle ore 20), nello spazio dibattiti allestito lungo la banchina della darsena ci sarà l’incontro “Suolo o sangue? Cittadinanza italiana: diritti, discriminazioni e prospettive” con l’atleta “g2” dell’esercito Marco Najibe Salami, l’avvocato Andrea Maestri, il Responsabile immigrazione Arci Filippo Miraglia, Laura Scacchetti di Rete ToghethER e il sociologo Mauro Valeri, responsabile dell’Osservatorio sul razzismo nel calcio e autore di libri sul razzismo nello sport quali “Nero di Roma”. 

Due i concerti serali sul palco dell’Almagià. Alle 21.15 si esibirà l’Ensemble du Sud, un gruppo composto da musicisti di sette nazionalità diverse che hanno unito le proprie tradizioni musicali per creare un nuovo suono meticcio. Saliranno sul palco alle 22.30 i Radìs, con tutta la loro carica esplosiva di folk rock in salsa romagnola.

Sabato 8 giugno il Festival parte di mattina, alle 10, in Sala D’Attorre, con il seminario “Africa: un vivere sostenibile, nuovi confini per l’abitare”. Dopo i saluti dell’assessore all’urbanistica Libero Asioli interverranno il poeta eritreo Hamid Barole Abdu e il giovane architetto Samuel Teclehaimanot

Ghebreiesus  che introdurrà  gli interventi degli architetti Fabrizio Caròla, Linda Zardo e Blal Adem Esmail.

Si torna in Darsena alle 17, nello spazio dibattiti in banchina, con l’incontro “Cittadinanza Intrecciata. Donne migranti e native insieme per una piena cittadinanza senza confini”, organizzato dall’associazione Intrecci e da Liberedonne – Casa delle Donne di Ravenna.

Dentro all’Almagià alle 19 c’è l’appuntamento con uno dei cavalli di battaglia del Festival, il Sabar, un’ora di dialogo in danza e musica fra percussionisti senegalesi e donne in splendidi vestiti da festa.

Alle 20.30, in banchina, si parlerà di crisi economica cittadinanza e identità della persona nell’incontro “Senza lavoro, chi siamo?”. Ne discuteranno un antropologo, Francesco Zanotelli, un sociologo, Enzo Morgagni, un psicologa, Anna Di Matteo dell’associazione SèStante, una orientatrice/formatrice, Daniela Ciani, e il Segretario Nidil Cgil Idilio Galeotti.

Alle 21.30, dopo una diretta via Skype con il Festival “Talents africains” di Dakar, salirà sul palco Zohreh Joohya con il suo Afghan Ensemble, in un suggestivo concerto che ripercorre gli antichi canti popolari e religiosi dell’Afghanistan eseguito con strumenti tradizionali. Il sabato si chiuderà con lo spettacolo “Danze senza confini” della compagnia togolese International Afric-Racine. 

La giornata di domenica 8 partirà con la proiezione del film “God Save the Green”, di Michele Mellara e Alessandro Rossi, un viaggio nelle periferie del Sud e del Nord del mondo per scoprire come il verde possa riconquistare lo spazio urbano. Saranno presenti i registi. Restando in ambito ecologico si prosegue poi in banchina con i bambini protagonisti che, dopo la corsa coi sacchi, riceveranno in dono dagli anziani del Comitato orti del Villaggio Anic delle piantine per i propri balconi e giardini.

Si verrà catapultati in una periferia africana alle 19.30, dentro l’Almagià, con una serie di danze cerimoniali nigeriane in costume, con i gruppi Edo Community, Sky Ladies, Royal Sisters, Afesan Community e Donne interculturali. Di nuovo in banchina alle 20.30 per un incontro con la storia e la cultura del popolo rom, “But Baxt ta Sastipè” (Che possiate essere sani e fortunati), a cui è legata una mostra esposta nel porticato dell’Almagià. Interverranno Giovanna Zoffoli di Integriamoci Insieme, Alessandro Forni dell’Associazione Menocchio e Graziella Gardini Pasini, dell’Associazione italiana zingari oggi.

Sul palco dell’Almagià alle 21.15 il sindaco Fabrizio Matteucci consegnerà il Premio all’intercultura città di Ravenna 2013, introdotto da uno spettacolo di balli tradizionali filippini. Seguirà “Dai Carpazi agli Appennini”, uno spettacolo di musiche e balli popolari romeni del gruppo artistico di Romania Mare seguito dalle cante romagnole del Gruppo Pratella Martuzzi di Ravenna diretti dal Maestro Matteo Unich.

Il Festival delle Culture 2013 calerà il sipario con il concerto di Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò, un cantautore di origine praghesi che ha mischiato alcuni dei migliori musicisti italiani con virtuosi di origine rom che suonavano nella metropolitana milanese, per un repertorio che va dalle sonorità balcaniche a quelle gitane con diversi pezzi autografi anche in lingua italiana.

 Il convivio

Nella tre giorni la darsena attorno all’Almagià diventa un luogo in cui stare, vivere e incontrare persone. Ci saranno gli stand espositivi di circa trenta associazioni di volontariato, così come le bancarelle di artigianato, dalle sculture africane alle stoffe indiane alle produzioni artistiche locali. E ovviamente non mancherà la ristorazione con la cucina tunisina, senegalese e camerunese del Ristorante Bella Africa, le specialità indiane e srilanchesi di Aralya, i piatti maghrebini e mediorientali del Ristorante Marrakech, ma anche il furgone con piadina, pizza e kabab. Festival come luogo anche per i più piccoli grazie ai laboratori ludico creativi che si terranno nel gazebo curato da Terra Mia, Mabuhay, Fatabutega e La Lucertola. Questi ultimi hanno in programma anche la corsa con i carrettini a cuscinetti a sfera, sabato alle 18.30.

Conferenza stampa Festival delle Culture VII edizione

Venerdì 24 maggio alle  11, in municipio del Comune di Ravenna, si tiene la conferenza stampa di presentazione della settima edizione del Festival delle Culture che si terrà il 7, 8 e 9 giugno a Ravenna.

 Interverranno:

Martina Monti, Assessore all’immigrazione

Raffaella Sutter, Dirigente all’immigrazione

Abdoulaye Diop e Meho Sulemanski, Consiglieri aggiunti al Consiglio comunale

Francesco Bernabini, Coordinatore gruppo di progettazione partecipata Festival delle Culture

Samuel Teclehaimanot Ghebreiesus, Curatore del progetto “Una cupola per la darsena”.

ASPETTANDO IL FESTIVAL DELLE CULTURE: DA DOMANI TANTI APPUNTAMENTI PRELUDIO DELLA SETTIMA EDIZIONE

Nel mese di maggio parte il percorso di avvicinamento alla settima edizione del Festival delle Culture di Ravenna, con un ricco calendario di appuntamenti, i primi dei quali sono in programma domani, venerdì 3 maggio, sabato 4, lunedì 6 e martedì 7.

La settima edizione del Festival delle Culture si terrà il 7, 8 e 9 giugno. Promosso dal Comune di Ravenna, quest’anno il Festival viene ideato e organizzato attraverso un metodo di progettazione partecipata che ha l’obiettivo di valorizzare la creatività diffusa, favorire lo scambio di idee e saperi e consolidare il senso di appartenenza al Festival stesso. Nel mese di gennaio si è dunque formato un gruppo di progettazione partecipata di circa cinquanta persone, di cui fanno parte membri di associazioni, gruppi informali e singoli cittadini di ogni nazionalità. Il gruppo ha innanzitutto deciso la linea programmatica e il tema portante del Festival, che gira introno ai concetti di cittadinanza e di confine. Nell’Anno Europeo dei Cittadini, “Cittadinanza senza confini” sarà quindi lo slogan del Festival delle Culture di quest’anno.

Gli eventi del “pre-Festival 2013” incominciano domani venerdì 3 maggio con l’incontro con  Monsignor Alvaro Ramazzini, vescovo di Huehuetenango e testimone d’onore delle Comunità Maya Ixiles del Guatemala, su “Idroelettriche, attività estrattive, sfruttamento della terra. In Guatemala la frontiera avanzata dell’aggressione ai diritti umani”. L’incontro, organizzato dal coordinamento “Il sud siamo noi”, si tiene alle  21 alla Parrocchia di Santa Maria del Torrione, via Fiume Montone Abbandonato 102. Il progetto de “Il sud siamo noi” prosegue sabato 4 maggio, alle 14, al Villaggio del Fanciullo (Ponte Nuovo, via del Pino angolo via 56 Martiri) con il seminario “Energia perché? Energia per chi?”, sullo sfruttamento mascherato da cooperazione allo sviluppo. Intervengono Miller Armin Dussen Calderòn, docente universitario colombiano, dirigente della resistenza delle comunità indigene alla diga del Quimbo, Concepcion Santay, sindaco dell’Alcadia Indigena di San Juan Cotzal (Ixil-Guatemala), Caterina Amicucci dell’associazione Re-Common, oltre alle testimonianze di “Ecomapuche”, associazione di amicizia con il popolo Mapuche del Cile, e della campagna internazionale “Stop Enel”.

Lunedì 6 maggio, alle 15,  in Sala D’Attorre di via Ponte Marino  2, la Fondazione Artist di Sofia e l’Associazione “Cianove” di Ravenna presentano “Arte per il cambiamento sociale”, un incontro con il Comitato Capitale Europea 2019 e le associazioni culturali ravennati che promuovono laboratori di teatro e animazione sociale. Il progetto prosegue martedì 7 maggio, alle 17, nella Saletta Serra della Banca Popolare (Piazzetta Serra) con l’atto teatrale “Nena del Guadalquivir”, ad opera della scrittrice Ornella Fiorentini nell’ambito del tema Storie di vita Rom, interpretato da  Evelina Drianovska, Riccardo Zoffoli e Andrea Contarini.

Si passa poi a venerdì 17 Maggio, Giornata Mondiale contro l’Omofobia e la Transfobia, con un corteo contro l’Omofobia organizzato da Arcigay. Ritrovo alle 15 al Centro Quake, via Eraclea 25, per sfilare fino a Piazza San Francesco dove alle 17 ci sarà un dibattito sul Contrasto attivo alle discriminazioni: l’esperienza nelle scuole di Ravenna, proposte per il futuro. Sabato 18 maggio, alle  9.30, al centro Quake, sempre Arcigay presenta un Open Space di Democrazia Partecipata per formare un Gruppo di lavoro permanente per il Contrasto attivo alle discriminazioni. Segue buffet e dalle ore 15 la  festa “Aspettando il Festival delle Culture” in cui diversi gruppi musicali e artistici si alterneranno tra installazioni e perfomance anche di Street Dance.

Quest’anno il Festival delle Culture interverrà poi al Festival Corti da Sogni organizzato dal circolo Sogni Antonio Ricci, che presenterà sabato 18 maggio al Teatro Rasi, ore 17.30, il film “Là-bas – Educazione criminale”, di Guido Lombardi, ambientato fra la comunità africana di Castel Volturno, vincitore del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentis” e miglior film de “La settimana della critica” al Festival di Venezia.

Venerdì 24 maggio, ore 20.30, alla sala conferenze di Marina di Ravenna (Piazza Marinai d’Italia 19) si terrà il dibattito “Uguali ma non troppo. In Italia il razzismo esiste ancora?” con l’assessore Ouidad Bakkali, Giuseppe Masetti e Simona Ciobanu, a cura della Scuola Enrico Mattei di Marina di Ravenna. Sempre a Marina di Ravenna, in piazza Dora Markus, il 24, 25, 26 maggio dalle 17 alle 22, si aspetterà il Festival delle Culture con “Gioca con noi alla festa del mare”, un laboratorio ludico interculturale a cura delle associazioni Terra Mia e Mabuhay.

Domenica 26 maggio è anche la Giornata mondiale del diritto al gioco che verrà celebrata dalle ore 16 al Parco delle Mani Fiorite di via Eraclea con iniziative ludiche curate dal Centro la Lucertola, Capit, Arci Uisp.

Partner del Festival delle Culture è anche lo Human Rights Nights Ravenna 2013, che si terrà a Casa Matha (piazza Andrea Costa 3) giovedì 30 e venerdì 31 maggio. Tra i film in proiezione  “Frantz Fanon: Black Skin, White Mask” di Isaac Julien, “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo, “Isqat al nizam – ai confini del regime” di Antonio Martino, “Roadmap to apartheid” di Ana Nogueira e Eron Davidson. Il mini-festival è organizzato da Fondazione Flaminia, Dipartimento Beni Culturali, Casa Matha, Regione Emilia Romagna – programma Educare alla Pace, Provincia di Ravenna.

Sempre giovedì 30 e venerdì 31 ci sarà l’iniziativa “Il lavoro di ieri e di oggi”, presentazioni di lavori a tema delle scuole Pasini, Cavina, Morelli e Burioli. L’iniziativa, curata dal Comitato Legalità e Giustizia, sarà il primo giorno alle 14 nell’aula magna della scuola media Mario Montanari (via Aquileia), il secondo giorno in sala D’Attorre alle 9.30

Tappa al Cisim di Lido Adriano con il finale della stagione Ravenna viso-in-aria, a cura della cooperativa Libra e de Il Lato oscuro della costa. Venerdì 31 maggio, alle 19, ci sarà la presentazione del libro “A Seneghe” (foto Guido Guidi, testi Mariangela Gualtieri), alle 22 il concerto della band ravennate dei Comaneci accompagnati dai tenori sardi Su Cuntrattu de Vincenzo Uda, di Seneghe. Sabato 1 giugno alle 21 ci sarà la performance di Fiorenza Menni “Boia”, concerto breve per imbrattamenti, voce e sintetizzatori, seguita dal reading di poesia e dal rap di Moder, Cleaver Gold, Max Penombra, con i poeti Giovanni Nadiani e Annalisa Teodorani e gli interventi musicali a cura di Godblesscomputers e Sin/Cos. Gli eventi al Cisim proseguono domenica 2 giugno, alle 18.30, con “Prospettiva Rom”: confronti, ascolti, visoni a partire dal libro “Confini Diamanti” di Andrea Mochi Sismondi. Si chiude alle 22 con i concerti de Il lato Oscuro della Costa, Claver Gold, Murubutu.

Lunedì 3 giugno, alle 19, alla sala forum di via Berlinguer, ci sarà la consegna del premio “La Personalità Politica Ravennate del 2012” della rubrica “La Voce del Popolo” del quotidiano “La Voce di Romagna”, con annesso dibattito su “Il ruolo che le istituzioni vorrebbero attribuire alla cittadinanza migrante in Italia e in particolare a Ravenna”. Il tutto a cura dell’associazione di volontariato “Il terzo mondo”.

Un progetto speciale del Festival delle Culture 2013 è “Una cupola per la darsena”, ovvero la realizzazione, di fronte all’Almagià, di un’abitazione in bio-edilizia, a forma di cupola, sulla tradizione delle abitazioni africane nubiane. Il cantiere del “workshop” di architettura verrà inaugurato lunedì 20 maggio e sarà seguito dall’architetto Fabrizio Caròla, “il Dio della pietra”, come lo chiamano i Dogon del Mali.

Nel programma del pre-Festival delle Culture è previsto anche lo scambio culturale fra l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e della Scuola d’Arte di Trinidad (Cuba). Saranno in città diversi giovani artisti cubani che insieme ai giovani dell’accademia a fine maggio decoreranno con mosaici e murales la fontana di piazza Ugo La Malfa. Dal 30 maggio al 13 giugno, alla sala espositiva di Palazzo Rasponi in via D’Azeglio 2, ci sarà la mostra “Contatti”,  opere musive e bozzetti delle due scuole gemellate, a cura dell’associazione Italia Cuba.

Un’immagine per il Festival delle Culture: selezione nazionale per giovani artisti

Quest’anno l’immagine ufficiale della VII edizione Festival delle Culture di Ravenna verrà scelta tramite una selezione pubblica nazionale rivolta a giovani artisti. L’Ufficio giovani artisti del Comune di Ravenna e l’associazione Mirada, in collaborazione con la Casa delle Culture del Comune di Ravenna e l’associazione Terra Mia, hanno infatti indetto un bando di selezione, rivolta a giovani dai 16 ai 35 anni di tutto il territorio nazionale, che scadrà il 30 aprile. Il vincitore della selezione, la cui opera verrà riprodotta in tutto il materiale promozionale del Festival, riceverà un premio di 300 euro. I partecipanti, nel creare il proprio lavoro, dovranno attenersi al tema principale del Festival delle Culture 2013 sintetizzato dallo slogan “Cittadinanza senza confini”: la cittadinanza è un privilegio o può essere uno strumento di inclusione e di convivenza? Nell’anno Europeo dei Cittadini 2013 indetto dall’Ue il Festival delle Culture vuole affrontare il tema della cittadinanza partendo dal concetto di confine, consapevole che la nostra società è permeata da confini geografici, giuridici, culturali, economici, sociali, psicologici, spesso basati sulla logica della contrapposizione noi/loro.

Le immagini delle edizioni passate del Festival delle Culture sono state curate da artisti di fama internazionale: Marco Paci (2005), Ben Heine (2009) e Gianluca Costantini (4 edizioni). L’idea della selezione nazionale nasce dalla volontà di promuovere la creatività giovanile e di allargare il senso di partecipazione al Festival stesso.

Info: Casa delle Culture, 0544 591876, casadelleculture@racine.ra.it

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Festival delle Culture 2013: cittadinanza senza confini

La settima edizione del Festival delle Culture, che si terrà a Ravenna il 7, 8, 9 giugno 2013, avrà al centro il tema della cittadinanza e dei confini.“Cittadinanza senza confini” sarà lo slogan del Festival di quest’anno. L’Unione Europea ha indetto il 2013 Anno Europeo dei Cittadini, per rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell’Unione, al fine di permettere ai cittadini di esercitare pienamente i proprio diritti, con particolare riferimento al diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati Membri. Il Festival delle Culture vuole andare oltre, e affrontare tale tematica, partendo dal concetto di confine. La nostra società è permeata da confini geografici, giuridici, culturali, economici, sociali, psicologici, spesso basati sulla logica della contrapposizione noi/loro. Su questo si fonda l’esclusione delle minoranze in una società sempre più gerarchizzata. La cittadinanza è un privilegio o può essere uno strumento di inclusione e di convivenza?